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CellenoBorgo Fantasma

Museo a cielo aperto

Il Borgo Fantasma di Celleno®

Il borgo antico è un museo a cielo aperto: l'accesso alle aree pubbliche è libero tutto l'anno.

Vicolo stretto in tufo del borgo antico con un taglio di luce in fondoImmagine generata con AI
Il borgo antico è disabitato dal 1951: si visita in silenzio, a piedi.

Prima di entrare

Percorso su selciato, salite, gradoni e fondo irregolare: non integralmente accessibile a passeggini e sedie a rotelle. Contattare l'infopoint per valutare il percorso più adatto.

  • Scarpe comode obbligatorie (vicoli, salite, pietre)
  • Acqua in primavera ed estate, cappello nei mesi caldi
  • Luce migliore per le foto: mattino presto e tardo pomeriggio/tramonto
  • Con bambini: itinerario breve, poche tappe, pause frequenti
  • L'acqua dell'Acquaforte è ferruginosa: avvicinarsi con prudenza e verificare le indicazioni in loco
  • Verificare il calendario eventi prima di partire

I luoghi da non perdere

Cinque-sei tappe raccontano il borgo: il castello, le chiese, le piazze e gli scorci.

Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Castello degli Orsini (Rocca Orsini)Immagine generata con AI

monumento · Borgo antico · 20–30 minuti

Castello degli Orsini (Rocca Orsini)

L'edificio meglio conservato del borgo e il suo simbolo visivo. Vi si accede dalla scenografica via del Ponte, che immette nella piazza principale da Porta Vecchia, oppure da piazza del Mercato, dove la cortina difensiva supera i dieci metri di altezza. Salendo lungo la scalinata attorno al fossato si notano l'imponente muratura a scarpa di rinforzo della fortezza e della Torre Piccola, fino alla spettacolare duplice arcata del ponte levatoio, oggi in muratura.

  • Impianto urbano medievale «a fuso di acropoli», studiato dall'urbanista Luigi Piccinato
  • Cunicoli che collegano i vani interni; alcune sezioni non accessibili per deterioramento
  • In passato sede del palazzo comunale
  • Acquistato e restaurato da Enrico Castellani a partire dagli anni Settanta
Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Chiesa di San CarloImmagine generata con AI

chiesa · Borgo antico

Chiesa di San Carlo

Fondata nell'anno giubilare 1625, cinque anni dopo la canonizzazione di Carlo Borromeo, con prima pietra posata il 28 maggio 1615. Navata unica, fronte a terminazione piana con campaniletto a vela, portale sormontato da un sottile timpano spezzato che racchiude il simbolo del Calvario. Sull'architrave della finestra rivolta verso il castello si legge ancora «AÑO IUBILEI MDCXXV».

  • Costruita con donazioni e contributo spontaneo della popolazione
  • Sede della Congregazione di San Carlo, i cui confratelli vestivano un sacco di tela bianca grezza
  • Oggi sconsacrata, ospita mostre temporanee — tra cui l'esposizione di «macchine parlanti»: grammofoni, fonografi e radio a valvole dalla fine dell'Ottocento agli anni '70
Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Il Butto di Celleno VecchioImmagine generata con AI

archeologia · Borgo antico

Il Butto di Celleno Vecchio

Grande cavità scavata nel tufo, originariamente cisterna etrusca per la raccolta dell'acqua, riutilizzata in epoca medievale come pozzo-discarica. Proprio questo riuso ha permesso la conservazione di migliaia di oggetti d'uso quotidiano, oggi visibili nel percorso di visita.

Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Museo delle Maioliche ArcaicheImmagine generata con AI

museo · Borgo antico

Museo delle Maioliche Arcaiche

Nato dopo l'intervento della Soprintendenza del 1975, che salvò da uno scavo clandestino migliaia di reperti rinvenuti nel pozzo da butto. Tra il 2016 e il 2018 gli specialisti dell'Università della Tuscia hanno catalogato circa 7.500 frammenti, oggi esposti lungo il percorso museale. Le maioliche, databili in prevalenza alla prima metà del Quattrocento, si distinguono in tre gruppi di importazione: orvietana, viterbese e toscana.

Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Via dell'Arco e il cartello «Qui è obbligatorio baciarsi»Immagine generata con AI

scorcio · Borgo antico

Via dell'Arco e il cartello «Qui è obbligatorio baciarsi»

Deviazione sulla sinistra poco prima del ponte: un arco in pietra tufacea incornicia il paesaggio della valle. È uno dei punti più fotografati del borgo, insieme al celebre cartello che invita al bacio obbligatorio.

Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Chiesa di San RoccoImmagine generata con AI

chiesa · Celleno Vecchia (borgo basso, extra moenia) · 10–15 minuti

Chiesa di San Rocco

Edificata a protezione della popolazione dalle pestilenze, in posizione extra moenia. Notevole il portale in peperino e l'altare barocco che incastona, dietro un vetro, un antico crocifisso ligneo di 1,70 m con braccia snodabili per le processioni. Il volto, dalla bocca socchiusa e dagli zigomi sporgenti, coglie il momento del trapasso.

  • Il Crocifisso è documentato sull'altare maggiore dal 1707; l'analisi stilistica lo colloca nella seconda metà del Seicento
  • La macchina d'altare barocca risale alla prima metà del XVII secolo; restauro documentato del doratore Cerroni nel 1869
  • Lacerti di affreschi rinascimentali
  • Restauri all'altare, alla sagrestia e al coro ligneo nel 2001–2002, a cura del parroco don Giorgio Basacca, finanziati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Roma
Scorcio del borgo antico di Celleno nei pressi di Panchina Gigante panoramicaImmagine generata con AI

panorama · Via Roma, Celleno · 10–15 minuti

Panchina Gigante panoramica

Prima tappa consigliata dell'itinerario: vista d'insieme sulla vallata e sul profilo del paese. Uno dei luoghi più fotografati e condivisi sui social.

Gli altri luoghi

Chiesa di San Donato (borgo antico)

chiesa · Borgo antico

Un tempo chiesa madre della comunità, oggi allo stato di rudere. Conserva sul fianco destro un portale laterale databile al XII secolo, con arco a sesto intero a conci sagomati, profondo toro e ricchi stipiti a dentelli e punte di diamante. Nel Settecento l'asse originario fu ruotato di novanta gradi e l'interno trasformato in tre navate neoclassiche.

Museo diffuso della cultura popolare

museo · Borgo antico

Il centro storico stesso è un museo diffuso: sale con oggetti della vita quotidiana, una sezione archeologica, una sala dedicata ad apparati radiofonici e strumenti per la diffusione della musica, l'ex bottega del ciabattino ricostruita, il forno antico e le cantine storiche con gli utensili.

Piazza Enrico Castellani

piazza · Borgo antico

Intitolata nel 2019 al maestro che scelse Celleno come casa e atelier per oltre quarant'anni. È il punto in cui il racconto del borgo passa dal Medioevo all'arte contemporanea.

Piazza del Mercato

piazza · Borgo antico

La soglia della visita: qui si lascia l'auto e, simbolicamente, la fretta. Da qui parte la salita verso il ponte e il Castello Orsini.

Antica Via Maggiore e Belvedere sulla Valle del Tevere

panorama · Borgo antico

Il tratto più silenzioso del percorso, che conduce a un belvedere aperto su creste argillose, campi coltivati e calanchi. Punto migliore per le fotografie panoramiche al tramonto.

Convento di San Giovanni Battista

monumento · Ingresso al borgo

Complesso monumentale in posizione dominante sul versante sud della Valle del Tevere, noto a Celleno semplicemente come «Il Convento». Fondato dopo la concessione di Paolo V del 5 maggio 1608 sul sito di una piccola chiesa romanica, il cui partito absidale mostra ancora una successione di archetti pensili di stile lombardo del X–XI secolo.

Via Roma — la «Salita dei Misteri»

percorso · Celleno Vecchia

Circa 110 metri dall'ingresso dell'ex Convento fino a piazza San Rocco, caratterizzati da un muro di contenimento alto in media 3,60 m su cui insistono le edicole della Via Crucis, costruita verso la metà del XVIII secolo. Ne restano 13, di cui 8 prospicienti via Roma e 5 a ridosso del portico della chiesa di San Giovanni Battista. Le formelle in ceramica originali furono trafugate negli anni Settanta: l'unica superstite, con la stazione «Gesù viene condannato a morte», è attribuibile alla manifattura di Gregorio Caselli, massimo esponente della ceramica derutese del Settecento.

Chiesa di San Donato e Madonna delle Ciliegie

chiesa · Celleno Nuovo

La parrocchiale del paese nuovo, costruita negli anni Sessanta su progetto del Genio Civile insieme al municipio e alla scuola: il progetto originario prevedeva caratteri neogotici, poi semplificati su pressione del parroco don Angelo. Nella cappella dedicata si conserva la Madonna delle Ciliegie, realizzata a gessetti colorati su tavola di legno dall'artista e madonnara Mariangela Cappa di Ceresara, in omaggio al gemellaggio tra i due comuni uniti dal frutto della ciliegia.

L'Acquaforte

natura · Campagna di Celleno

Area rurale tra colline dolci, terreni coltivati e sorgenti di acqua ferruginosa, nella zona delle Greppe. Punto di passaggio tra il borgo e le aree naturali, ideale per il turismo lento e la fotografia.

Giardino dei Ciliegi ed Ecomuseo della Ciliegia

parco · Celleno

Parco recentemente ampliato, articolato in due aree: una dedicata alle varietà ornamentali da fiore, ispirata all'hanami giapponese, e la sezione «Ciliegi d'Italia», con oltre 50 piante di cultivar diverse che rappresentano simbolicamente le località italiane unite dalla tradizione cerasicola. Accanto si sviluppa l'Ecomuseo della Ciliegia di Celleno.

Palazzo della Cultura

servizio · Celleno Nuovo

Sala conferenze moderna fino a 300 persone, con strumentazione dedicata e ampio parcheggio, a 2 km dal Borgo Fantasma e con accesso diretto dalla Strada Teverina.

Aree su prenotazione o a pagamento

  • Interni del Castello / Rocca Orsini
  • Museo delle Maioliche Arcaiche
  • Butto medievale
  • Convento di San Giovanni Battista (solo su prenotazione)

Orari e disponibilità dipendono dai volontari: verifica sempre al numero unico prima di partire.

Chiama 338 719 7681