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CellenoBorgo Fantasma

Cosa fare

Un giorno, o due, nel Borgo Fantasma di Celleno®

Le esperienze si costruiscono attorno a tre cose: il silenzio del borgo, i sentieri e le ciliegie.

Quanto tempo serve

Visita guidata: circa 1 ora e 30 minuti.

1–2 ore

Panchina gigante, Piazza San Rocco, Chiesa di San Rocco, ingresso al borgo fantasma, Castello Orsini

Mezza giornata

Aggiunge Convento di San Giovanni (su prenotazione), Via dell'Arco, Piazza del Mercato, cuore del borgo

Giornata intera

Tutto il percorso a piedi + Celleno Nuovo, Chiesa di San Donato, Madonna delle Ciliegie, Acquaforte e sosta enogastronomica

Eventi durante l'anno

Festa delle Ciliegie

5–7 giugno 2026

Prima edizione nel 1960, interrotta nel 1972 per la crisi del settore, ripresa a metà anni '90. Richiama oggi migliaia di visitatori.

Ingresso: Gratuito

Teverina Buskers — Festival Internazionale degli Artisti di Strada

Settembre (X edizione: 18–21 settembre 2025)

Il borgo antico diventa un palcoscenico a cielo aperto: 7 palchi, oltre 30 artisti e circa 40 eventi tra acrobati, cantastorie, giocolieri, equilibristi, musicisti itineranti, clown, comici, maghi, attori e trampolieri. Completano il festival street food selezionato e il mercatino di artigianato e giocoleria.

Ingresso: Gratuito

Festa patronale di San Donato

14 settembre

Se hai poco tempo

Castello degli Orsini (Rocca Orsini)

20–30 minuti

L'edificio meglio conservato del borgo e il suo simbolo visivo. Vi si accede dalla scenografica via del Ponte, che immette nella piazza principale da Porta Vecchia, oppure da piazza del Mercato, dove la cortina difensiva supera i dieci metri di altezza. Salendo lungo la scalinata attorno al fossato si notano l'imponente muratura a scarpa di rinforzo della fortezza e della Torre Piccola, fino alla spettacolare duplice arcata del ponte levatoio, oggi in muratura.

Chiesa di San Carlo

Fondata nell'anno giubilare 1625, cinque anni dopo la canonizzazione di Carlo Borromeo, con prima pietra posata il 28 maggio 1615. Navata unica, fronte a terminazione piana con campaniletto a vela, portale sormontato da un sottile timpano spezzato che racchiude il simbolo del Calvario. Sull'architrave della finestra rivolta verso il castello si legge ancora «AÑO IUBILEI MDCXXV».

Il Butto di Celleno Vecchio

Grande cavità scavata nel tufo, originariamente cisterna etrusca per la raccolta dell'acqua, riutilizzata in epoca medievale come pozzo-discarica. Proprio questo riuso ha permesso la conservazione di migliaia di oggetti d'uso quotidiano, oggi visibili nel percorso di visita.

Museo delle Maioliche Arcaiche

Nato dopo l'intervento della Soprintendenza del 1975, che salvò da uno scavo clandestino migliaia di reperti rinvenuti nel pozzo da butto. Tra il 2016 e il 2018 gli specialisti dell'Università della Tuscia hanno catalogato circa 7.500 frammenti, oggi esposti lungo il percorso museale. Le maioliche, databili in prevalenza alla prima metà del Quattrocento, si distinguono in tre gruppi di importazione: orvietana, viterbese e toscana.

Via dell'Arco e il cartello «Qui è obbligatorio baciarsi»

Deviazione sulla sinistra poco prima del ponte: un arco in pietra tufacea incornicia il paesaggio della valle. È uno dei punti più fotografati del borgo, insieme al celebre cartello che invita al bacio obbligatorio.

Chiesa di San Rocco

10–15 minuti

Edificata a protezione della popolazione dalle pestilenze, in posizione extra moenia. Notevole il portale in peperino e l'altare barocco che incastona, dietro un vetro, un antico crocifisso ligneo di 1,70 m con braccia snodabili per le processioni. Il volto, dalla bocca socchiusa e dagli zigomi sporgenti, coglie il momento del trapasso.

Panchina Gigante panoramica

10–15 minuti

Prima tappa consigliata dell'itinerario: vista d'insieme sulla vallata e sul profilo del paese. Uno dei luoghi più fotografati e condivisi sui social.
Chiama 338 719 7681